In passato, questo piatto era chiamato “cibo dei poveri”, ma oggi viene servito nei migliori ristoranti della regione come esempio di “cucina dei ricordi”. Non contiene carne, formaggio o panna, solo ingredienti vegetali, eppure è incredibilmente ricco di sapore. È interessante notare che in alcuni villaggi, ai fagioli viene aggiunto un pizzico di peperoncino rosso macinato, un’eredità dell’influenza dei marinai del sud. Questo aggiunge un tocco di calore al piatto senza coprirne il sapore. Anche il servizio è importante: pasta e fagioli vengono mescolati poco prima di essere serviti, conditi con un altro filo di olio d’oliva aromatico e cosparsi di aneto fresco. Niente Parmigiano Reggiano: sarebbe un sacrilegio in Puglia!
Il piatto si sposa perfettamente con il vino rosso locale, il Negroamaro, un vino scuro con note di ciliegia e terra. Insieme, creano un’armonia che riflette l’essenza stessa della regione: semplicità, forza e la generosità della terra.
Oggi, i fagioli neri pugliesi hanno ottenuto il riconoscimento PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali), proteggendoli dall’estinzione. Gli agricoltori locali formano cooperative per preservare questa varietà e tramandarla alle generazioni future. La pasta con fagioli neri ci ricorda che la vera cucina italiana non risiede negli ingredienti squisiti, ma nella capacità di trasformare l’umile in magnifico. Questo piatto è un inno alla pazienza, alla stagionalità e al rispetto per la natura.
Pubblicità
