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Moda sostenibile: come il settore sta imparando a essere responsabile

di Agata Contini

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La moda è uno dei settori più inquinanti al mondo. Secondo le Nazioni Unite, è responsabile del 10% delle emissioni globali di CO₂. Tuttavia, negli ultimi anni, si è assistito a una forte evoluzione verso la sostenibilità.
La moda sostenibile non è solo una tendenza, ma una necessità. Include l’uso di materiali ecocompatibili, la produzione etica, il riciclo e la riduzione degli sprechi.
Marchi come Stella McCartney sono diventati pionieri in questo campo. Ha rinunciato a pelle e pelliccia negli anni ’90 e promuove attivamente alternative vegane. Oggi le sue collezioni sono realizzate in poliestere riciclato e cotone biologico.
Un altro approccio è la moda circolare. Invece di “compra e butta via”, propongono un modello “affitta-ripara-rivendi”. Piattaforme come Vestiaire Collective e Rent the Runway supportano questo principio. Molte case di lusso, tra cui Gucci e Prada, stanno implementando programmi per ridurre la propria impronta di carbonio. Gucci, ad esempio, ha annunciato la sua neutralità carbonica già nel 2018.

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