Ci laviamo i denti, le mani e curiamo la nostra alimentazione, ma raramente prestiamo la stessa attenzione al nostro stato emotivo. La salute mentale, tuttavia, richiede una “igiene” regolare: pratiche che prevengono il burnout, l’ansia e l’esaurimento emotivo.
L’igiene emotiva inizia con il riconoscimento dei propri sentimenti. Invece di reprimere rabbia, tristezza o paura, è utile riconoscerli: “Mi sento irritato”: questo è il primo passo verso la regolazione. Reprimere le emozioni porta a stress cronico.
Liberare regolarmente le emozioni è un’abitudine importante. Può trattarsi di tenere un diario, parlare con una persona di cui ci si fida, creare arte o fare attività fisica. Corpo e mente sono collegati: correre, ballare o persino pulire aiutano a liberare l’energia stagnante.
I limiti sono un elemento chiave dell’igiene emotiva. Dire “no”, limitare le interazioni con le persone tossiche e prendersi del tempo per sé non è egoismo, ma autoconservazione. Senza limiti, le risorse emotive si esauriscono rapidamente.
La pratica della gratitudine è uno strumento semplice ma potente. Scrivere ogni sera tre cose per cui si è grati aiuta a spostare l’attenzione dai problemi alle risorse. Questo crea un filtro cognitivo positivo.
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