Infine, al risotto si aggiungono una noce di burro freddo e del Parmigiano Reggiano grattugiato, una tecnica nota come “mantecatura”. Questo conferisce al piatto una finitura setosa e lucida. Le pere vengono aggiunte per ultime per evitare che diventino mollicce.
Il servizio è minimalista: in una ciotola profonda, cosparsa di prezzemolo fresco o giovani foglie di lattuga. A volte si aggiunge un pizzico di noci tostate per un tocco croccante.
Questo piatto è particolarmente apprezzato in autunno, quando le pere raggiungono la massima maturazione e il clima si raffredda. Spesso compare nelle cene in famiglia nelle province di Bergamo o Cremona. Sebbene oggi sia possibile trovarlo nei ristoranti, la ricetta era originariamente un piatto casalingo, tramandato di generazione in generazione. Si credeva che le pere aiutassero la digestione, mentre il formaggio donasse forza: la combinazione perfetta per una cena contadina.
La versione vegetariana è facilmente adattabile: basta usare brodo vegetale e omettere il pollo. Il sapore rimane ricco, grazie alla corposità del gorgonzola.
Il risotto con pere e gorgonzola sfida gli stereotipi. Dimostra che la cucina italiana non è fatta solo di pomodori e basilico, ma anche di audaci sperimentazioni basate su una profonda conoscenza degli ingredienti e delle stagioni.
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