La tecnologia sta giocando un ruolo chiave: stanno emergendo tessuti realizzati con alghe, funghi (micelio) e persino chicchi di caffè scartati. Sono biodegradabili e non richiedono acqua per la produzione.
Anche i consumatori stanno cambiando. I giovani, soprattutto la Generazione Z, chiedono trasparenza. Vogliono sapere dove e come vengono realizzati i loro vestiti.
Tuttavia, il marketing “green” spesso maschera il greenwashing, ovvero false affermazioni di eco-compatibilità. Pertanto, certificazioni indipendenti come GOTS, Fair Trade e B Corp sono importanti.
La moda sostenibile è anche slow fashion: meno collezioni, qualità superiore e una durata maggiore. È l’opposto del fast fashion, che produce miliardi di articoli a basso costo ogni anno.
Il futuro della moda risiede nella responsabilità. E sebbene la strada verso la completa sostenibilità sia lunga, ogni marchio, ogni cliente e ogni stilista può dare il suo contributo. Dopotutto, il vero lusso non è solo bellezza, ma anche rispetto per il pianeta.
Pubblicità
