Lo sport senza un obiettivo è particolarmente utile in tempi di crisi, perdita o incertezza. Quando il mondo esterno è caotico, il movimento diventa un’ancora, non per il successo, ma per la presenza.
Sviluppa l’intuizione. Una persona impara ad ascoltare il corpo: oggi voglio attività, corro; domani voglio riposo, mi sdraio e mi allungo. Questa è flessibilità, non caos.
Questo approccio distrugge il mito che lo sport sia dolore e fatica. Sì, a volte lo è. Ma più spesso è gioia, libertà, una vacanza per la mente.
Nella cultura scandinava esiste il concetto di “friluftsliv”: una vita all’aria aperta senza un obiettivo. Semplicemente stare nella natura, muoversi, respirare. È una filosofia, non un hobby.
Lo sport senza un obiettivo è un atto di fiducia in se stessi. Dice: “Sei degno di muoverti non per il risultato, ma semplicemente perché lo sei”. E in questo risiede la profonda saggezza umana.
Pubblicità
