Casa Sport Correre come meditazione: come trasformare una corsa in una pratica di consapevolezza

Correre come meditazione: come trasformare una corsa in una pratica di consapevolezza

di Agata Contini

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È interessante notare che la corsa consapevole non richiede condizioni ideali. Si può correre in un parco, in città o persino su un tapis roulant: la chiave è focalizzare l’attenzione su se stessi, non sugli stimoli esterni.
Molti runner riferiscono di sentirsi meno stanchi in uno stato di consapevolezza, anche con lo stesso carico di lavoro. Questo perché corpo e mente lavorano in armonia, non in conflitto.
Col tempo, questa pratica si estende alla vita di tutti i giorni: una persona diventa più attenta, più calma e meno reattiva. Correre non diventa una fuga dalla realtà, ma un modo per entrare profondamente in contatto con essa.
Si può iniziare con sessioni brevi: 10 minuti al giorno. È meglio correre senza cuffie o dispositivi, solo con se stessi e la strada. Questo è tempo per sé stessi, non per la produttività.
In un mondo in cui tutto richiede velocità e dedizione, la corsa consapevole è un atto di resistenza. Ci ricorda che la cosa più preziosa non è dove corriamo, ma come corriamo. E a volte, il semplice fatto di essere in movimento è sufficiente.

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