Le donne svolgevano un ruolo importante nella religione. Le Vestali, sacerdotesse della dea Vesta, erano tenute in particolare considerazione. Custodivano il fuoco sacro nel tempio e avevano diritto alla libera circolazione, all’immunità e persino al perdono dei criminali.
Nelle province, le donne spesso gestivano proprietà terriere, soprattutto quando i mariti erano impegnati in guerra. Le lapidi funerarie attestano la presenza di donne mercanti, medico e persino proprietarie di fornaci.
Tuttavia, i diritti erano disuguali. Le schiave e le donne delle classi inferiori vivevano in condizioni di estrema dipendenza. Le loro vite sono a malapena riportate nelle fonti. In seguito, il cristianesimo trasformò la condizione femminile, conferendo loro nuovi ruoli: monache, benefattrici e martiri. Ma nella Roma pagana, la libertà era più un privilegio che un diritto. La storia delle donne romane è una storia di influenza nascosta. Private di voce nel foro, agivano attraverso la famiglia, le lettere, il patronato e le relazioni personali. La loro eredità ci ricorda che il potere non sempre si esprime attraverso le leggi.
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