Prima che Roma diventasse un impero, la penisola italiana era abitata da altri popoli, e tra questi spiccavano gli Etruschi, una civiltà misteriosa e altamente sviluppata che fiorì nell’Italia centrale dall’VIII al I secolo a.C. La loro cultura ebbe un’influenza colossale sulla Roma primitiva, sebbene gli Etruschi stessi rimasero nell’ombra a causa della mancanza di documenti scritti.
Gli Etruschi abitavano la regione che i Romani chiamavano Etruria, ovvero l’attuale Toscana, l’Umbria occidentale e il Lazio settentrionale. Costruirono città collinari e svilupparono la metallurgia, il commercio e la navigazione. I loro artigiani erano rinomati per le statue in bronzo, i gioielli in oro e le ceramiche.
Una delle caratteristiche più sorprendenti degli Etruschi era la loro struttura sociale. Le donne nella società etrusca godevano di uno status insolitamente elevato: partecipavano ai banchetti alla pari degli uomini, avevano diritti di proprietà ed erano menzionate per nome nelle lapidi, a differenza delle donne greche o romane dell’epoca.
La religione etrusca era estremamente complessa. Credevano che il mondo fosse governato da divinità, i cui voleri potevano essere interpretati attraverso presagi: fulmini, volo degli uccelli, viscere degli animali sacrificali. Esisteva persino una casta speciale di sacerdoti, gli aruspici, addestrati nella “scienza dei presagi”.
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